Thursday, May 28, 2009

Sordo o Udente?



Giuseppe Nazzareno ha messo questo video sul blog. Ha chiesto:
1) I dottori e le associazioni dei genitori dei figli sordi come esempio la FIADDA cercano di far i sordi diventare udenti con l’impianto cocleare eppure questi sordi impiantanti continuano ad usare la lingua dei segni. Come mai?
2) Anche queste persone sorde impiantate fanno parte del deafhood?

Utilizzare la LIS è una scelta dei genitori, non dei medici. La domanda potrebbe essere: esistono le informazioni adeguate per aiutare i genitori a prendere delle decisioni adatte alle esigenze dei loro figli?

Poi, il concetto del deafhood non è appropriato per un bambino. Un bambino deve essere un bambino, non un veicolo per le associazioni con un'agenda politica. In riguardo agli adulti- ognuno ha delle identità diverse: babbo, lavoratore, studente, cattolico, figlio, fratello, amica, ecc. "Deafhood" è solo una parte di un individuo.

Vi faccio io una domanda: Se un sordo fa l'impianto cocleare e sente...è Udente?

6 comments:

Mighe said...

No Jodi, ovviamente non lo è. Un sordo che fa l'impianto cocleare rimane comunque sordo, almeno dal punto di vista della patologia, e la presenza dell'impianto stesso ne è la testimonianza.

Ma non è quello il punto. Ho litigato fino allo sfinimento su FB con altri sordi pro-LIS, l'ultima volta proprio a causa di questo video, per la costruzione che fanno loro intorno a questo handicap, questa presunta Cultura Sorda di cui ne parlano spesso e troppo. Il fatto che loro dicano "Ho l'impianto MA sono ANCHE sordo" lo usano sempre a vantaggio di questa cosa, questo orgoglio nell'essere sordo, e non per il solo puntualizzare che l'impianto comunque non fa miracoli. Ne ho la nausea di questo tipo di atteggiamento, perché non so più come cavolo dirlo: io non mi sento appartenente a una fantomatica cultura sorda, orgoglio sordo, etc, io mi sento prima di tutto una PERSONA, a prescindere dal mio handicap, una persona immersa nel mio contesto sociale, con i miei contatti, interessi, con la mia cultura che sicuramente NON è dovuta all'essere sordo... Scusami lo sfogo eheh, un bacione :D

Jodi Cutler Del Dottore said...

Hi Michele..
Daccordo con questo:
No Jodi, ovviamente non lo è. Un sordo che fa l'impianto cocleare rimane comunque sordo, almeno dal punto di vista della patologia, e la presenza dell'impianto stesso ne è la testimonianza.

Sfogati quando vuoi...sarei curiosa di vedere come risponderà Jordan quando avrà la tua età. Cioè come te sa di non essere udente, ed allo stesso tempo è sordo. E' un "Tweener" nella terra del "Tra". La cosa fondamentale è che sa chi è, cosa gli piace e non gli piace della vita e delle persone. Mi interessano queste capacità. Vedremo.
Bacione
PS. Visto la foto della cicatrice- niente male nostro Professore. lol
PSS. Il tuo inglese è MOLTO meglio del mio Italiano...

Mighe said...

Hi Jodi, grazie per concedermi lo sfogo eheh. Io spero solo che Jordan cresca rendendosi conto della bella persona che è e delle sue capacità, della sua intelligenza, della sua unicità, senza cercare di appiccicarsi addosso qualche etichetta, insomma *indipendentemente* dal fatto che sia sordo. Quello che mi fa imbestialire è proprio questo continuo incasellamento che queste persone, con le quali condivido una mancanza fisica, si ostinano a voler fare. Anche la definizione di Comunità Sorda... non hai idea di quanto mi faccia mancare il respiro (anche perché spesso e volentieri mi ci tirano dentro anche contro la mia volontà), per me siamo solo un gran gruppo di persone che si trova ad affrontare delle difficoltà simili tra loro, ma ognuno con la PROPRIA strada da percorrere e con le PROPRIE peculiarità, e soprattutto ognuno con una personalità ben distinta. Capisco che è una terra di mezzo, ma io mi considero come una persona "udente sorda", non so, una specie di terza via. E' una MIA identità che ho costruito negli anni e sto tuttora costruendo. Potrei continuare ma non voglio annoiarti :D

PS: domani mattina a Pisa abbraccio Berrettini!!! :D

Jodi Cutler Del Dottore said...

Ciao Mighe...
Discorso bellissimo, concordo con tutto ciò che hai detto perchè nessuno ti potrà mai conoscere come tu conosci te stesso. E la cosa bella è che è proprio un conoscere in evoluzione...
Salutami il Prof.
Bacione,
Jodi

Maggiolina said...

Ehm ehm...sono una guardona? Come si fa a vedere la cicatrice di Mighe? In effetti non ne ho mai vista nessun altra oltre la mia (che mi pare piuttosto graziosa)


Jodi lascio anche di qui la mia risposta, io mi sento molto a metà tra quanto dice Mighe (e sai che per aver detto qualcosa di simile sono stata anche attaccata) e il fatto di crearsi l'"identità sorda".
Faccio copia è incolla anche qua...

Anche io mi sento nella terra del grigio. Questa è la parte della mia storia che ti ho inviato, dove parlo di questo

Accettare l’handicap, considerarlo parte di sé. E’ certamente una fase importante a cui tanti, come la mia stessa mamma non arrivano mai; riconcilia con se stessi, con i propri limiti e le proprie debolezze. Aiuta a orientare le proprie scelte, come quando parlavo di quelle mie professionali, o della decisione di aiutare gli anziani invece che i bambini. Questo percorso, però, ha un prezzo, un rischio, che è quello di fermarsi, di non cercare più, di non elaborare quelle che prima chiamavo strategie e scenari, come in quei percorsi di ricerca, in cui ero stata accompagnata sia dal Dottor E. che dall’amica S. Questo “adagiarsi” può avvenire, avviene, nella vita di tutti, handicappati e non, ha tante facce, dallo scienziato che dopo una fondamentale scoperta giovanile riposa poi sugli allori tutto il resto della sua carriera, alla giovane donna che aveva tanti progetti e poi si adatta a una vita di casalinga. Capita a tutti sì, ma nelle persone handicappate questo iato è più forte. Da un lato si costruisce la propria vita a partire dalla propria condizione, la si accetta e ci si procura, ove possibile, i necessari ausili (per fare un esempio credo di essere stata una delle prime persone nella mia città ad aver acquistato un lettore dvd dopo aver saputo la possibilità che offriva di vedere film sottotitolati) per vivere al meglio, dall’altro ci si richiude nel proprio mondo, che rischia di essere, nel caso degli ipoudenti sempre più chiuso e silenzioso.Per rispondere alla tua domanda secondo me: un sordo rimane tale perchè ha bisogno di qualcosa per sentire. L'indentità sorda invece qualcosa si diverso e più complesso...

Jodi Cutler Del Dottore said...

Maggiolina,
Vai sul facebook, inserisi mio nome. Clicca per chiedere l'amicizia, poi troverai la cicatrice...
Se no, aspetta qualche giorno e cercherò di metterlo sul blog con il permesso di Mighe...
Buona Domenica,
Jodi