Friday, April 16, 2010

MIO FIGLIO SORDO SENTE E...PARLA: DDL.N° 831 COSA??!!



Appello agli onorevoli Senatori

DDL. 831



Il Presidente


Onorevoli Senatori,

l’Ente che rappresento F.I.A.D.D.A. (Famiglie Italiane Difesa Diritti Audiolesi) da oltre 40 anni opera sul territorio del nostro Paese nell’ambito della disabilità uditiva.

La nostra organizzazione è nata da genitori che, in primis, volevano educare i propri figli non demandando tale compito agli Istituti per “sordomuti” ,oggi non più operanti.

E’ stato attraverso il nostro impegno,il nostro operare costruttivo nel settore non solo per i nostri figli,ma per tutte le persone colpite da sordità che è stato possibile addivenire a determinati risultati.

E’ grazie al nostro duro ed incessante lavoro se i bambini di ieri svolgono oggi le attività di tutti i cittadini italiani, utilizzando la lingua del loro Paese : l’italiano parlato e scritto ,senza necessità di interpreti,ed acquisendo altre lingue, da loro scelte, di vari Paesi europei.

Oggi,grazie allo screening neo-natale effettuato il terzo giorno dalla nascita, ed obbligatorio , anche se non praticato universalmente, grazie alla ricerca scientifica,alla tecnologia protesica sempre più perfezionata, all’Impianto Cocleare ed all’inizio precocissimo della terapia abi/riabilitativa, l’handicap che la disabilità uditiva comporta può essere superato.

E’ per questo che l’uscita del DDL.N° 831 ha lasciato tutti noi della FIADDA e gli operatori del settore riabilitativo ,sorpresi e contrari a quanto viene formulato attraverso gli articoli, che antepongono ad un potenziamento di quanto oggi è possibile ottenere a favore del DIRITTO ALLA PAROLA , la Lingua dei Segni lingua propria della comunità dei sordi. (cfr.art,1)

Questa modalità comunicativa non viene da noi contestata,ma sicuramente non può essere definità lingua per i sordi, ma solo per quelle persone sorde che intendono utilizzarla.

Il fatto stesso che l’articolo 2 preveda disposizioni atte a favorire l’insegnamento nelle scuole elementari e medie della LIS ,è aberrante e va contro tutti i principi di integrazione,mettendo a repentaglio tutto ciò che i genitori, con il contributo di un quotidiano lavoro hanno ottenuto: bambini con la possibilità di comunicare con e come tutti i bambini del nostro Paese :ATTRAVERSO LA COMUNICAZIONE ORALE:

Crediamo, Onorevoli Senatori, che prima di preparare un DDL bisognerebbe verificare ciò che oggi esiste sul nostro territorio in favore delle persone sorde: riconoscere ed utilizzare la Lingua dei segni significa creare una separazioni fra i nostri cittadini,ma soprattutto fra i bambini che hanno oggi opportunità insperate rispetto agli anni addietro.

Sicuramente coloro che desiderano utilizzare quale mezzo di comunicazione la LIS possono continuare ad usarla, così come da decenni viene fatto, senza bisogno di leggi in merito,ma in un DDL che si può tramutare in legge non si può parlare di “la lingua dei sordi “poiché verrebbero intesi tutti i sordi indistintamente, quindi anche coloro che hanno ormai una loro vita attiva, e si coinvolgerebbero i bambini ai quali, oggi, scienza e conoscenza possono offrire ben diverse possibilità per una piena partecipazione alla vita di tutti.

Per questo ,oltre all’audizione richiesta al Presidente della Commissione, alla quale questo DDL è stato assegnato, chiedo a Voi Senatori Firmatari di tale DDL. di non deliberare questo DDL così come è stato formulato, ma di rivederlo nell’ottica di quanto oggi esiste nel settore della disabilità uditiva. Questo per un atto di democrazia e di rispetto nei confronti di bambini e ragazzi , delle loro famiglie e dei tanti giovani che non utilizzano tale modalità comunicativa.

Con ossequio. Il Presidente
Silvana Baroni

2 comments:

Vetriolo said...
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Anonymous said...

Il ddl prende le mosse nel suo primo punto proprio dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità che mette nero su bianco che i diritti di un essere umano con un difetto fisico non sono scontati.
La Repubblica Italiana riconosce la lingua dei segni italiana LIS: il governo ha anche il compito di ratificare che una lingua è una lingua? Dov’è la ratifica dell’italiano?
“La Repubblica riconosce la lingua dei segni italiana (LIS) e ne promuove l’acquisizione e l’uso, promuovendo altresì l’acquisizione e l’uso da parte delle persone sorde della lingua orale e scritta”. Una frase politicamente corretta ed ineccepibile. Tuttavia quell’ “altresì” mette la lingua orale al secondo posto come se fosse un “piccolo sfizio” concesso in seconda battuta. Proprio la lingua, “piccolo sfizio” grande chiave di volta della libertà individuale, della piena espressione delle proprie qualità, della lotta all’emarginazione, pari al piccolo grande passo per l’umanità, diritto fondamentale di tutti.
Si implica che la lingua prima e naturale delle persone che per sventura nascono o diventano sorde non è quella italiana, non è quella orale, ma quella dei segni. Come è possibile pensare che, sulla base di un mero dato fisico un bambino, una persona abbia una lingua diversa da quella della madre, della famiglia, dei vicini di casa, del proprio paese, della propria nazione? E non la si chiama violenza questa?
Tutto ciò “in attuazione degli articoli 3 e 6 della Costituzione”. L’articolo 6 della Costituzione così recita: “La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche”.
Le persone sorde sono dunque una minoranza linguistica? Ma come è possibile essere parte di una minoranza linguistica solo per una disabilità anzi no, per una caratteristica fisica?
Sorgono dei dubbi a proposito delle rivendicazioni dei diritti dei disabili. I sordi dunque sono disabili o sono una minoranza linguistica? Hanno diritto all’indennità di comunicazione o no? Hanno diritto all’invalidità civile o no? Secondo tale logica dovremmo dare l’indennità di comunicazione e l’interprete a scuola e al lavoro e negli uffici pubblici anche a tutte le altre minoranze linguistiche.
In ultima analisi è solo una la domanda che dovremmo porci: le persone sorde possono parlare? Sì o no?
No: adoperiamoci tutti perché la LIS sia conosciuta da più persone possibile.
Sì: a che serve la LIS? A che serve il ddl 831?

www.valentinapaoli.it