Tuesday, December 29, 2009

L'Ansia Pre-Intervento ed Il Sollievo Post-Impianto Cocleare


Il suo commento lo lascio così- proprio come è uscito dai suoi pensieri. Vincere le paure per scegliere la possibilità di una vita migliore non è sempre facile, ma più delle volte siamo noi stessi a crearci gli ostacoli. Ma una volta superati...

Ciao a tutti...

come ho scritto un pò più in su il 14 dicembre sono stato ricoverato all'ospedale di Pisa e dopo un pò di nervosismo dovuto a degli equivoci su quale reparto appoggiarmi sono riuscito ad infilarmi il pigiama e poco prima l'ora del pranzo ho completato gli esami che mi mancavano. Il pomeriggio è trascorso tranquillo e la sera dopo aver guardato un pò di televisione mi sono addormentato senza pensare a cosa avrei fatto la mattina seguente, stranamente ho dormito tutta la notte fino al punto di chiedermi se questa tranquillità era dovuta alla mia incoscenza o al fatto che la mia motivazione era talmente forte da non farmi preoccupare più di tanto.La mattina del 15 alle 7 20 mia moglie e mio figlio erano già li con me a darmi sostegno morale e subito dopo il loro arrivo è venuto l'infermiere per tagliarmi i capelli e dopo una breve pausa mi hanno trasportato nel reparto operatorio.

Non so che ora fosse ma incominciavano ad arrivare gli addetti alle sale operatorie e quando lo staff era al completo mi hanno portato in sala operatoria, ho seguito tutti i preparativi ma quando mi è arrivato l'anestetico gli occhi sono diventati sempre più pesanti e mi sono addormentato, ho riaperto gli occhi e mi sembrava che fosse passato poco tempo da quando li avevo chiusi ma erano trascorse ben 4 ore ed era tutto finito. Sono ruzzolato nel mio letto e siamo tornati nella mia camera battevo i denti dal freddo e l'anestesia mi stava dando dei fastidi, superati questi momenti è andato tutto migliorando. Ho mandato a casa mia moglie e mio figlio e a parte qualche doloretto nella zona operata e notti insonni siamo arrivati al giorno delle dimissioni. Ed eccomi qua sta procedendo bene almeno a me sembra il 28 Dicembre ho la vista di controllo per valutare lo stato della ferita e poi il 12 Gennaio finalmente il giorno dell'attivazione. Spero di aver dato un'idea di quello che è stato per me questa esperienza.
Ciao a tutti- alla prossima e buona giornata.

Wednesday, December 23, 2009

Monday, December 21, 2009

Video Confronto: Freedom vs. Nucleus 5



Nota bene che il giovane dottore che regola gli impianti è sordo, e porta un IC da una parte e l'apparecchio acustico dall'altra

Sunday, December 20, 2009

L'Orecchio Bionico e National Geographics

 
Cliccate qui per leggere l'articolo (consiglio il Google Translator)è veramente interessante...e VI PREGO...cliccate qui per vedere le foto, che questo bimbo è meraviglioso- ho avuto la fortuna di conoscere tutta la famiglia a Baltimora- BELLISSIMI!!!

...Ma un altro dispositivo bionico che è stato impiantato in quasi 200.000 persone in tutto il mondo nel corso degli ultimi 30 anni ha dimostrato che l'unione tra mente e macchina può essere al tempo stesso potente e duratura. Tale dispositivo è l'impianto cocleare e Aiden Kenny è tra gli ultimi destinatari. Tammy Kenny, sua madre, si ricorda di quando, un anno fa, venne a sapere che le protesi non erano in grado di aiutare suo figlio.

"Lo tenevo in braccio e piangevo disperatamente", dice lei, "Sapevo che non poteva sentirmi. Come avrebbe mai potuto imparare a conoscermi? A volte, mio marito sbatteva le pentole sperando in una risposta". Aiden non ha mai sentito il rumore.

Adesso invece sente il rumore delle pentole che sbattono. Nel febbraio del 2009 i chirurghi della Johns Hopkins Hospital hanno inserito fili sottili con 22 elettrodi in ogni coclea, la parte dell'orecchio interno che rileva normalmente vibrazioni sonore. In Aiden, un microfono capta i suoni e li invia come segnali agli elettrodi, che passano direttamente ai nervi.

"Il giorno in cui hanno attivato l'impianto, un mese dopo l'intervento, abbiamo notato che Aiden ha risposto al suono," Tammy Kenny dice. "Si voltò al suono della mia voce. Fu un'emozione incredibile." Oggi, con una terapia intensiva, sta recuperando il linguaggio velocemente.

Saturday, December 19, 2009

Wednesday, December 16, 2009

Un Ragazzo Sordo con una Passione per i Libri...

Questo ragazzo mi stupisce S*E*M*P*R*E!!!!!!!!!!!! Lui fa la quarta elementare, è nato sordo ma è stato diagnosticato a 18 mesi ed impiantato a 3 anni. Adesso ha l'impianto cocleare bilaterale e adora L*E*G*G*E*R*E...così tanto che ha creato un blog anche lui di tutti i libri che legge per aiutare gli altri a scegliere meglio. Ha anche letto il mio libro RALLY CAPS e mi ha dato dei bei voti:-). Cliccate qui per vedere suo blog...

Monday, December 14, 2009

"Sentire o non sentire, questo è il dilemma"


Ho trovato quest'articolo molto bello nel Messaggero di Sant'Antonio...per caso.
Per leggere tutto l'articolo cliccate qui.

...Terapie. L’orecchio bionico e i dispositivi anti sordità

Gli impianti cocleari hanno restituito la speranza di tornare a sentire alle persone affette dalle sordità più gravi.

Il padre dell’orecchio bionico, a ben guardare, è stato addirittura Alessandro Volta. Mentre sperimentava la pila che lo ha reso noto, avvicinando i fili elettrici ai lati della testa, il famoso scienziato registrò nei suoi diari di aver avvertito non solo una scossa, ma anche dei suoni. È su questa osservazione, adeguata alle conoscenze di oggi, che si basano gli impianti cocleari, i dispositivi che hanno restituito la speranza di tornare a sentire alle persone affette dalle sordità più gravi, presenti alla nascita o acquisite nel corso della vita per varie ragioni, genetiche o accidentali. «Sono costituiti da due parti – spiega il professor Diego Zanetti, responsabile del programma degli impianti cocleari alla clinica otorinolaringoiatrica dell’Università di Brescia –. Una si applica all’esterno, l’altra è impiantata dal chirurgo in profondità nell’orecchio interno, da dove trasmette al nervo acustico i suoni sotto forma di impulsi elettrici».

Questi interventi, molto costosi sebbene coperti dal sistema sanitario nazionale, sono riservati ai casi più gravi ed eseguiti solo in centri specializzati. Nella maggioranza dei casi, alla perdita di udito si può ovviare con dispositivi che si limitano ad amplificare i suoni elaborandoli, da indossare all’esterno (i classici apparecchi acustici) oppure da inserire in parte o in toto nell’orecchio, tramite un intervento chirurgico meno invasivo di quello necessario per gli impianti cocleari (protesi semi-impiantabili).

«Purtroppo, in tutto il mondo, solo una minoranza delle persone che ne avrebbero bisogno portano gli apparecchi acustici – commenta il professor Cuda –. Nei Paesi più poveri il problema può essere il costo, ma anche in quelli più avanzati la quota di chi li utilizza non supera il 30 per cento». Ciò in passato dipendeva dal fatto che questi strumenti, pur utili, potevano essere molto fastidiosi, amplificando anche i rumori di sottofondo oltre ai suoni e alle parole. «Oggi però sono tutti digitali e, se applicati non appena il disturbo si presenta, possono dare ottimi risultati». Inoltre, anche dal punto di vista estetico, si è fatto tutto il possibile per renderli quasi invisibili. Una parte esterna, comunque, resta anche nelle protesi semi-impiantabili: «Si applicano con una calamita, mentre la componente inserita nell’orecchio medio con l’intervento chirurgico permette di ottenere un segnale meno distorto rispetto agli apparecchi esterni». Questa metodica è utilizzata da una decina di anni, per cui ormai se ne conoscono bene limiti e vantaggi.
«Ancora ai primi passi invece sono i dispositivi totalmente impiantabili all’interno dell’orecchio» aggiunge Zanetti. Una soluzione che può sembrare senz’altro preferibile soprattutto per chi accetta malvolentieri la presenza di un apparecchio, per quanto ridotto, visibile all’esterno. «Con questi, invece, non ci sono parti visibili e pure la pila può essere ricaricata dall’esterno pur restando dentro l’orecchio» dice Cuda. I vantaggi sono anche pratici: per esempio la protesi non deve essere tolta quando si dorme o si va in acqua. «Ma ci sono anche degli inconvenienti – puntualizza Cuda –. A oggi sono disponibili due modelli: uno prevede un microfono sottopelle, che al contatto può scatenare rumori fastidiosi; con l’altro bisogna asportare chirurgicamente uno degli ossicini che trasmette il suono dalla membrana timpanica all’orecchio interno. L’apparecchio lo va a sostituire, ma se per qualunque ragione in un secondo tempo bisogna rimuoverlo, alla sordità di base si andrà ad aggiungere quella provocata dalla nuova menomazione». Questi prototipi non sono ancora coperti dal servizio sanitario nazionale.
Ogni soluzione, quindi, ha i suoi pro e i suoi contro, che vanno discussi nei singoli casi tra medico e paziente. «Allo stesso modo – conclude Cuda – non esiste una soglia oltre la quale si raccomanda l’uso dell’apparecchio o un intervento: ogni persona, in relazione alla sua attività professionale o al suo stile di vita, può trovare più o meno tollerabile un difetto dell’udito di qualsiasi entità esso sia. È quindi dal colloquio tra medico e paziente che emerge la migliore strategia individuale».